Cesare, una thug life: pirati BTFO

Era solo un ragazzo ma già Silla lo voleva morto. Cesare fuggì da Roma, cambiando casa ogni notte e di giorno viaggiando. Si stava dirigendo verso Rodi quando, al largo dell’isola di Farmacussa, nel mare Egeo, fu catturato dai pirati.

Erano pirati della Cilicia, famigerati per la loro ferocia e crudeltà. Sapendo di aver catturato un nobile romano, fissarono un riscatto di 20 talenti. Questa era una cifra considerevole, che poteva bastare ad una persona normale per un’intera vita negli agi, o a Cesare per una settimana di favori, eventi pubblici e spese sconsiderate. Al sentire la cifra, rise. Lui valeva di più, molto di più!

Almeno 50 talenti.

I pirati furono felici di accontentarlo. Furono anche sorpresi del carattere del ragazzo, che non sembrava affatto spaventato, anzi, beveva, rideva e scherzava con loro, come fossero amici di lunga data. Era davvero simpatico!

Da ubriaco ripeteva spesso, ridendo, che li avrebbe impiccati tutti, ma si sa come sono i ragazzi… Scherzano, fanno la voce grossa, fanno gli sbruffoni.

Era un po’ meno simpatico quando li sgridava perché schiamazzavano la notte, invece di farlo dormire.

Per ingannare il tempo scriveva discorsi e poesie che poi leggeva loro. Se poi non gli piacevano li insultava, chiamandoli barbari ed ignoranti.

Più o meno è andata così

Ricevuto il riscatto, lo rilasciarono. Cesare allora si diresse verso il porto più vicino, e subito fece armare una nave per dare la caccia ai pirati. Li beccò nel solito posto, che non avevano ancora lasciato. Quindi li portò prigionieri nella vicina provincia romana, assieme al loro ricco bottino. Consegna il bottino al governatore, in cambio lui avrebbe chiuso un occhio sulla sorte dei pirati. Li fa prelevare dalle carceri, prima che fossero sottoposti a un processo, e li fa impiccare davanti ai suoi occhi.

Cesare era un uomo di parola.