I figli del vento

L’origine del popolo gitano

Questo è un mito sull’origine degli zingari, o gitani. Si tramanda oralmente nelle loro comunità da generazioni. Non ha alcuna pretesa di accuratezza storica, ma, come ogni mito, ha un significato che trascende la sua veridicità.

Otto Mueller, Zingare con girasole

Molto tempo fa, il re di Persia organizzò una festa sontuosa per il matrimonio della sua figlia prediletta.

Le celebrazioni durarono per settimane; chiamò i più grandi cuochi del regno, fece portare animali esotici, saltimbanchi, ballerini, musicisti, poeti, fenomeni da baraccone. C’erano diecimila artisti itineranti provenienti dall’India.

Fu un successo. La gioia della principessa e del principe, suo degno marito, e lo sfarzo delle celebrazioni placarono il cuore dello Scià, assai rattristato dal separarsi da sua figlia.

Finì la festa, e venne il giorno della paga. Il re fu molto generoso. Agli artisti, venuti da terre lontane, diede terre fertili da coltivare e sementi in abbondanza.

Un anno dopo, tornarono dal re, chiedendo altro cibo. Della terra non sapevano che farsene, erano artisti, non contadini, e le semenze erano finite nei loro stomaci, non nel ventre della terra. Il re, su tutte le furie per una tale ingratitudine, li cacciò via, e da lì si dispersero ai quattro venti. Nacque così il popolo gitano, i figli del vento, che da allora vaga di terra in terra, ma che non ha mai imparato a coltivare.

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